Ultima modifica: 16 aprile 2018
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Una comunità per riguadagnare fiducia in se stessi

Il percorso formativo sulla dipendenze ha coinvolto le Quinte ALS, BLL e CAT e si è concluso con la visita alla “Casa dell’immacolata di don Emilio De Roia” a Udine. Continua la lettura Una comunità per riguadagnare fiducia in se stessi

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“Un luogo di crescita, culturale e familiare: questa è la casa dell’Immacolata”. All’interno del percorso “Prove Tecniche di volontariato”, le classi quinte Costruzione Ambiente e Territorio, B Liceo Linguistico e Liceo Scientifico dell’ISIS Manzini di San Daniele hanno scelto di trattare il tema delle dipendenze. Dopo alcuni momenti di riflessione con esperti e testimoni in classe, in marzo ci è stata data la possibilità di visitare la comunità di recupero per gli alcolisti in trattamento, presso la “Casa dell’immacolata di don Emilio De Roia” a Udine. Il direttore ci ha spiegato le funzioni e gli utilizzi delle strutture, ma ha soprattutto ha mostrato la passione e la forte motivazione che spinge gli educatori ad aiutare e incoraggiare chi arriva alla struttura con gravi problemi alcol-correlati, spesso avendo perso anche altri punti di riferimento quali il lavoro, la casa, il supporto o il rapporto con la famiglia. La forza morale e la volontà si respira nell’aria.

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Casa Immacolata è una realtà composita che ospita sia adulti in difficoltà sia minori stranieri non accompagnati. Durante la visita abbiamo potuto vedere le attività, a cui le persone ospitate nella comunità, possono partecipare per reinserirsi nella società e nel mondo del lavoro, abbiamo visto come vengono seguiti. Abbiamo visitato le strutture adibite a scuola, dove ragazzi come noi giunti da poco nel nostro paese hanno la possibilità di imparare un mestiere, aprendo loro molte possibilità per il futuro che difficilmente potrebbero avere senza un’istruzione. Abbiamo visto alcuni degli spazi della cooperativa “Nascente” che, fra le altre cose, accompagna l’inserimento lavorativo di diversi adulti usciti dalla comunità.

L’aspetto, però, che più ha avuto un impatto su di noi sono state le testimonianze delle persone che grazie alla struttura e agli operatori che ci lavorano sono riusciti a liberarsi del proprio problema e riprendere in mano le loro vite. Abbiamo ascoltato l’esperienza di chi vive, giorno dopo giorno, nella comunità e cerca di riallacciare dei rapporti con amici e parenti che da molto tempo sono diventati degli estranei. Un recupero che avviene gradualmente, ma che fa uscire dal tunnel anche persone ormai date per spacciate dai medici.

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Queste persone, grazie all’aiuto che hanno trovato in questo luogo, hanno riguadagnato non solo la fiducia dei familiari, ma soprattutto la fiducia in loro stessi; questa visita ci ha fornito un nuovo punto di vista su una realtà molto più vicina a noi rispetto a quanto pensassimo.

Emma Della Vedova, Matteo Kostner, Mattia Maimonte