Ultima modifica: 27 Gennaio 2018
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Dal Manzini alla California accanto al pilota friulano che porterà i turisti nello spazio

Intervista di Lara Pecile (4ªBLL) a Dania Foschiani, una delle prime alunne a diplomarsi al Corso Linguistico del “Manzini” di San Daniele, moglie di Nicola Pecile, collaudatore della Virgin Galactic. Continua la lettura Dal Manzini alla California accanto al pilota friulano che porterà i turisti nello spazio

dania

In questi giorni i media locali e nazionali hanno dato grande risalto alla notizia che c’è un solo italiano, e precisamente di Fagagna, tra i collaudatori (7) selezionati dalla Virgin Galactic, la compagnia di proprietà del magnate americano Richard Branson che ha l’intento di portare turisti nello spazio a 100 chilometri dalla terra a bordo di un veicolo suborbitale. Si chiama Nicola Pecile ed è ora l’orgoglio dei Friulani. Accanto ad un uomo di successo c’è spesso una donna speciale e questa donna è Dania Foschiani , che intorno alla metà degli anni ’90 è stata una delle prime a diplomarsi al Corso Linguistico del “Manzini” di San Daniele e che di Nicola è la moglie. Tramite i social media l’abbiamo raggiunta e ci siamo fatti raccontare qualcosa di lei tramite questa intervista raccolta da Lara Pecile della 4BL .

 

– So che lei ha studiato presso l’ISIS Manzini a San Daniele; ripensandoci adesso, come ricorda i tempi delle superiori? Sento spesso dire che quei cinque anni sono un periodo molto importante, nonché determinante, per ognuno di noi, non soltanto dal punto di vista scolastico ma anche per tutto ciò che riguarda le esperienze che si vivono, le amicizie che si fanno e gli amori che si incontrano. Lei è d’accordo su questa affermazione?

Ciao Lara, concordo pienamente con le tue affermazioni. Il periodo trascorso al Manzini è stato estremamente importante nella mia vita, all’insegna di grande impegno, sacrificio, ma anche tanta gioia e aspettative. All’epoca sognavo di diventare un’interprete alle Nazioni Unite o di poter essere come Olga Fernando, l’interprete di chuchautage del Maurizio Costanzo Show. Mi ritrovo molto spesso a raccontare a mio figlio Francesco com’era la vita nelle scuole superiori italiane. Lui ha frequentato le medie e le superiori in America e non sa che cosa significhi essere in classe con le stesse persone per cinque anni di fila. Nelle scuole americane ogni studente segue il proprio percorso, perciò difficilmente si creano rapporti di amicizia profondi con i propri compagni di scuola come invece è successo a me. Ricordo i miei compagni di classe come persone di grande intelligenza e volenterose di dare il massimo. L’anno scorso ho avuto la possibilità di rivedere alcuni di loro e, sapere che non mi avevano dimenticata, mi ha riempito il cuore di gioia. Penso inoltre che nessuno di noi abbia dimenticato i nostri insegnanti. Oggi più che mai sono riconoscente per tutto l’impegno, l’amore e la professionalità che hanno sempre dimostrato nei nostri confronti, anche quando noi non lo capivamo. Per quanto riguarda l’amore della mia vita…io l’ho trovato qualche anno dopo!

 

-Per quale motivo ha deciso di intraprendere lo studio delle lingue presso la scuola per interpreti a Trieste?

Fin da piccola sognavo di viaggiare in posti nuovi, di poter essere capace di comunicare con persone appartenenti a culture diverse e conoscere i loro punti di vista. Avevo una vera e propria ossessione per le lingue straniere. Quando sull’autobus c’erano alcuni turisti stranieri, mi avvicinavo a loro cercando di capire quello che dicevano cosi potevo anche valutare i miei progressi nell’apprendimento del francese, dell’inglese o del tedesco. Una vera e propria stalker!!!

E’ proprio durante gli anni del Manzini che ho sentito parlare della famosissima Scuola Superiore per Interpreti e Traduttori dell’Università di Trieste. Era la facoltà più ambita e anche la più temuta per chi, come me, aveva grandi sogni nel cassetto. Passare l’esame di ammissione e in seguito sostenere gli innumerevoli esami scritti e orali non è stato facile. Posso dire però di aver avuto qualche punto di vantaggio rispetto ad altri studenti: durante gli anni delle scuole superiori mi ero abituata a lavorare sodo e avevo avuto la possibilità di studiare molte materie che non necessariamente avevano a che fare con le lingue straniere e la letteratura. Cosi, quando mi sono trovata a dover tradurre articoli di economia, diritto, chimica, biologia, storia dell’arte non ero completamente impreparata.

 

-Si dice che per l’amore si farebbe qualsiasi cosa, è per questo che ha preso la decisione di seguire suo marito in America?

Sì, l’amore per mio marito Nicola e per nostro figlio Francesco mi ha spinto a prendere decisioni importanti nella vita e a percorrere cammini che mai avrei pensato di intraprendere. Francesco è nato quando ancora studiavo all’università. Per alcuni la mia scelta di continuare a studiare nonostante fossi diventata mamma è stata completamente inappropriata. Per fortuna mio marito e la mia famiglia mi hanno sostenuto così tanto che sono riuscita a laurearmi. Oggi posso dire a Francesco con tanto orgoglio che lui è stato una delle motivazioni per cui ho portato a termine i miei studi e di sicuro non ad interromperli.

La decisione di venire in America è stata forse la più difficile che abbiamo preso nella nostra vita. Nicola aveva avuto una proposta di lavoro allettante in California ed entrambi eravamo determinati a crescere nostro figlio affinché un giorno potesse sentirsi cittadino del mondo . Così abbiamo pensato che quello era il momento di dare nuove opportunità’ alla nostra famiglia.

 

-Come è stato trasferirsi da una piccola regione come il Friuli ad un grande stato quale è la California? Ovviamente non deve essere stato facile inserirsi in un nuovo ambito sociale e culturale, in quanto gli Stati Uniti sono un luogo molto diverso dall’Italia, come ha vissuto questa situazione? E come mai ha scelto proprio la strada dell’insegnamento della lingua italiana?

Prima di trasferirci in America, abbiamo vissuto per quasi 10 anni in periferia di Roma. Quelli sono stati gli anni in cui mi sono ritrovata a dover vivere in posti molto affollati e a volte poco organizzati. Sono stati anni importanti per noi tre, perché’ siamo cresciuti intellettualmente e spiritualmente, ma ci siamo anche resi conto di quanto bello sia il nostro Friuli.

Venire negli Stati Uniti è stato impegnativo, soprattutto perché abbiamo lasciato indietro le nostre famiglie e i nostri amici. L’inserimento è stato lento e non privo di complicazioni, ma abbiamo imparato dai nostri errori e cerchiamo di migliorare ogni giorno. Ormai viviamo in California da quasi sette anni e possiamo dire di essere felici. In questi anni abbiamo ricevuto l’affetto e la generosità di tante persone, che hanno cercato di offrire il loro aiuto affinché riuscissimo ad ambientarci in fretta.

L’opportunità’ di insegnare italiano è arrivata circa cinque anni fa. Era venuto il momento di trovare uno spazio per me. Inizialmente ho insegnato nelle scuole elementari e medie. Poi, circa due anni fa ho cominciato ad insegnare corsi serali agli adulti. Ho il grande privilegio di insegnare la mia lingua e la mia cultura a persone molto motivate. Alcuni dei miei studenti si svegliano alle 2:30 del mattino per andare al lavoro a Los Angeles. Tuttavia, la sera decidono di partecipare alle mie lezioni, invece di andare a casa a riposarsi. Molti di loro non hanno mai visitato il nostro meraviglioso Paese e a volte sono felice nel sapere che riesco a farli viaggiare con la mente attraverso i miei racconti, anche se in realtà sono incollati ad una sedia.

 

-Quale sarebbe il primo consiglio che le verrebbe in mente da dare ad una normale studentessa di una piccola scuola friulana?

Purtroppo per voi, care studentesse e studenti del liceo linguistico Manzini, sono una mamma e ho molti consigli da darvi. Primo fra tutti: non permettete mai a nessuno di infrangere i vostri sogni o di mettere in discussione la vostra intelligenza. Voi avete deciso di studiare le lingue e le culture straniere, un percorso che richiede molta umiltà e perseveranza. Aiutatevi a vicenda in questo lungo cammino, fornite supporto morale e soprattutto non dimenticatevi di celebrare i vostri successi. Siate consapevoli del grande privilegio che avete. Voi potete trascorrere le vostre giornate sui banchi di scuola, nutrendo il vostro cervello e il vostro cuore. Purtroppo ancora migliaia di altri ragazzi come voi non sanno nemmeno scrivere il loro nome ne’ hanno la possibilità di amare liberamente.

 

Siate coraggiosi e non smettete mai di sognare l’impossibile!